Il Trono di Spade: pro e contro di No One. I voti in anteprima dell'episodio 6x8

di Giorgio Viaro - 14-06-2016

Il trionfo dell'amore platonico



Dopo gli entusiasmi della scorsa settimana, ve lo dico subito: le scenette con Tyrion, Missandei e Verme Grigio sono il punto più basso del Trono da parecchie puntate in qua. Soprattutto spiace vedere il nano Lannister ridotto a quota comica, senza più un posto dentro il dramma, senza un discorso che aggiunga senso al quadro generale. Addirittura i suoi piani diplomatici non funzionano più (sacrilegio).

Il punto è che nella Piramide di Meereen, pare non si faccia altro che trovare un modo per passare il pomeriggio. E così, dopo aver scoperto qualche settimana fa che non conoscevano il Monopoli né la Briscola a chiamata, Tyrion si indigna perché l'Immacolato e la traduttrice non bevono né raccontano storielle. Poi bastano due sorsi di Barolo e a Missandei si colorano le guance. Questo momento conviviale di rara idiozia per fortuna è rotto dall'arrivo dei padroni, indignati dalla qualità media delle barzellette. Scatta l'assedio, sale il panico ed è qui che arriva la saputella. Scende dall'elicottero, appoggia la ventiquattrore e dice - per una volta - il minimo necessario: "Sono Dany, risolvo problemi".

Voto 5, questa resta la parte tediosa dell'oceano.

Vorrei cavarmela velocemente anche con il Mastino, il suo spezzone si apre con quattro tizi mai visti, e dunque destinati a morire in un tempo brevissimo (regola aurea: se non ti ho mai visto e sembri un mezzo coglione, entro due minuti gli autori ti ammazzano). L'immagine di quel dito medio infilato nei sotterranei e poi snasato, mi perseguiterà per settimane (voto: 0). Tutta la faccenda serve soprattutto a far vedere che Sandor non ha perso la mano quando si tratta di duelli (metafora senza intento ironico verso il povero Jaime) e a ridargli un nemico e un obiettivo, che a questo punto sono direttamente gli Estranei. Anche lui è arruolato.

Il vertice della puntata però, specie visti i tempi che corrono, è il momento in cui la Montagna stacca la testa a un passero. Qui scatta il tifo becero e l'urlo da stadio, e per un attimo vorresti che tutti gli estremisti religiosi, retrogradi decerebrati violenti e decisi a insegnarti come vivere con la violenza, facessero la stessa fine. Ovviamente Cersei poi paga il conto, visto che Tommasino, in astinenza da mesi e quindi carico come un treno merci, ormai fa tutto quello che dice il nonno. Non solo la manda a processo assieme al cognato, addirittura abolisce lo scontro tra Pokemon per la risoluzione delle controversie. Al che la Montagna se ne torna in camera e si attacca alla Playstation.

Voto alla faccia di Lancel quando il suo compare sgocciola sangue dalla testa mozzata: 7. Crepa, miserabile.

Il cuore dell'episodio è a Braavos, ma questo giornalista ne parla ora invece che in chiusura, perché con tutta la politica che va in scena a Riverrun, ha bisogno ancora di qualche minuto per trovare la forza di scriverne.

In sostanza, il T-1000 è ancora sulle tracce di Arya, ma fa lo stesso errore cretino di tutti i cattivi del cinema da quando esiste il cinema: cioè corre quando Arya corre, ma si mette a passeggiare e a digrignare i denti quando Arya è per terra agonizzante. Morale della favola: finiscono in una stanza buia, dove per la verità la pulzella degli Stark si era già acquattata due puntate fa, e dove può mettere a frutto tutte le bastonate sui denti prese nelle ultime settimane.

A questo punto, visto il sorriso con cui Jaqen la accoglie di nuovo al tempio, e soprattutto visto come la lascia andare nonostante abbia rinnegato in un colpo solo tutto il suo assurdo castello sintattico e pronominale, è inevitabile porsi una domanda: Jaqen ci è o ci fa? E se ci fa, perché?

Voto ai continui voltafaccia di Jaqen (solito gioco di parole non cercato): 6. Io ancora non ho capito, ma tutto sommato mi sta simpatico, nonostante questo lavoro bizzarro che si è scelto, parlare strano e scuoiare gente.

E insomma, eccoci a Riverrun. Brienne ha tutto un piano complicatissimo per portare altra gente a scannarsi con Cane Pazzo, ma in realtà, visto che il piano non funziona affatto e Blackfish la rispedisce nei sotterranei, la scena serve soprattutto a fare vedere come ormai lei sia disperatamente nella friendzone di Jaime, che al massimo le mette in mano la sua bella spada, ma purtroppo letteralmente e non come metafora. Quei due momenti in cui lei gli dice che se si ritrovassero contro non potrà fargli sconti, e poi si salutano all'alba, nella nebbia puzzolente delle Riverlands, sono puro romanticismo alla Michael Mann - una cosa veramente bella in una puntata così così. Voto: 9.

Alla fine il piano di Jaime è molto più sensato di quello di Brienne: minaccia Edmure di lanciarne il figlio piccolo come una palla da basket e lo convince a snidare Blackfish. Il castello torna ai Tully, che poi significa che torna ai Frey.

E questo è quanto.

Segnalo però, proprio in chiusura, il nonnnismo da terza elementare a cui Better Call Bronn sottopone Podrick - un coppino, un pugno in faccia, e tanta allegria. Voto al buonumore di Bronn: 9. Fatele fare a lui queste cose, e ridate a Tyrion un personaggio come di deve.

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