Homeland: lo showrunner risponde con una lettera aperta ai fan che protestano contro l'epilogo della stagione 6

di Marica Lancellotti - 25-08-2017

Il gruppo #NotOurHomeland conta meno di 60 membri ma è agguerritissimo



[Si tratta di spoiler per chi non ha ancora visto il finale della stagione 6 di Homeland]

Copioni arzigogolati, storie d'amore tragiche e felici, battute di spirito e soluzioni geniali a ogni puntata: è questo che costituisce il successo di uno show? In parte, forse, ma pochi arriverebbero alla seconda stagione senza una nutrita fanbase, perchè il segreto della riuscita sta in quante persone , ogni settimana, le serie riescono a tenere incollare alla TV.

Certo, può avere i suoi lati negativi, come potrebbe spiegare molto bene Alex Gansa, showrunner di Homeland da 6 stagioni (oltre che per le prossime due), che negli ultimi giorni è stato vittima di un duro attacco da parte di un gruppetto di accaniti spettatori, tanto da dover scrivere di proprio pugno una lettera aperta di "scuse".

La polemica, in realtà, va avanti da circa quattro mesi, da quando, cioè, nel finale della stagione 6 gli autori hanno deciso di eliminare per sempre dalla trama il personaggio di Peter Quinn (Rupert Friend). Al grido di #NotOurHomeland, alcuni fan hanno acquistato uno spazio su The Hollywood Reporter per esprimere tutto il proprio dissenso, non solo per la tragica scomparsa dell'amato agente della CIA ma anche per alcuni sviluppi considerati "irrispettosi" nei riguardi del pubblico più affezionato e di quel mondo descritto nello show, oltre che per i mancati commenti pubblici degli autori alla dipartita di Quinn.

Nonostante il numero esiguo di partecipanti - la pagina Twitter del gruppo conta meno di 60 follower - la protesta è stata parecchio rumorosa - il gruppo #NotOurHomeland si è distinto anche per una donazione di 4.000 dollari a un ente di benficenza per le famiglie dei veterani caduti in guerra, e ha chiesto di fare altrettanto alla produzione della serie - tanto che Alex Gansa in persona ha deciso di rispondere.

«È doloroso sentire che anche solo una piccola fetta di pubblico devoto è stata delusa da Homeland. Fino ad oggi ho sempre evitato di commentare la morte di Peter Quinn perchè ho sempre pensato che la performance fantastica di Rupert Friend fosse la migliore risposta a tutto. Non ho cambiato idea. Vi basti sapere che, come voi, anche io piango la sua perdita perchè il personaggio non è stato creato per denigrare ma per onorare gli uomini e le donne che mettono a repentaglio la propria vita per difendere l'America. Ai miei occhi non è morto solo Peter Quinn, è morto un eroe».

Basteranno le sentite parole dello showrunner a placare i focosi animi? Appuntamento alla prossima puntata.

Fonte: THR

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