Riassundead: il recap di DocManhattan di The Walking Dead - 8x4

di Alessandro “DocManhattan” Apreda - 14-11-2017

Nell'ottava stagione di The Walking Dead prosegue la guerra e il consumo insensato di piombo. E di grandi felini. Il recap poco serio dell’episodio 4.



È BELLO FARE IL RE (INSOMMA)
(S08E04 - Uno qualunque)

Se c’è una cosa che ci ha insegnato la puntata precedente, è che nella sua recita ai confini del delirio di onnipotenza, Re Ezekiel porta una sfiga terrificante. Mena il torrone per una puntata intera sul fatto che non perderà nessuno in quella battaglia, che lui se la ride, che lui è forte, che è amico di tutti, come mio cuggino degli EELST. Lascia il suo regno con un discorso motivazionale da telepredicatore in TV alle cinque del mattino, dopo essersi messo le penne rosse da guerra per fare il ras del quartiere. O perché ha sempre sognato di essere la maestrina dalla penna rossa del libro Cuore, vallo a sapere. Un’impomatata ai dreadlock, qualche carezza da santone ai pargoli, e via. A far ammazzare tutti i suoi uomini come un sorridente idiota.

Terminato il flashback cucito addosso a dei momenti di tenerezza dei morituri (i fiori per la soldatessa, ooooohhhhh, gattini che piangono arcobaleni sull’Internet), Ezekiel si risveglia sotto l’ammucchiata di corpi dei suoi cavalieri, che hanno fatto da scudo al re sotto le raffiche di mitragliatrice. Naturalmente, per zombificarsi, i soldati del Regno morti hanno aspettato garbatamente che lui si ridestasse e si tirasse fuori da là sotto. Il tempo di zombificazione in The Walking Dead funziona del resto, come noto, come un ufficio postale calabrese, cioè male, in modo confuso e non sai mai quanto diavolo di tempo ci metti.

E mentre il Re è tutto imbrattato di sangue e c’ha una faccia che sembra Abatantuono in Attila flagello di Dio, i nazisti dell’Illinois all’interno della struttura, gli uomini di Negan con le mitragliatrici pesanti, se la ridono. Perché non sanno che COMMANDOCAROL GLI STA ADDOSSO. Con un’opera d’infiltrazione super stealth da far invidia a Solid Snake, Sam Fisher e gli xenomorfi di Aliens - Scontro Finale messi insieme, Carol sbuca dal soffitto e fa fuori buona parte dei cecchini. Viene fuori dalle fottute pareti, perché lei è CommandoCarol ed è in grado di prendere a coppini forti sulla nuca pure Chuck Norris, se vuole. E Chuck Norris muto.

Ezekiel, intanto, si mette in fuga grazie ad Alvaro, suo suddito con il nome da comparsa ispanica di Star Trek prima serie, che infatti muore pochissimo dopo, ucciso da Gunther, un nerd vestito come un ingegnere della Silicon Valley anni 80, con tanto di occhiali a goccia di quelli che fungono da perfetto anticoncezionale. Ché con quelli addosso non ti si avvicina una donna manco se, appunto, è la fine del mondo. Ezekiel viene salvato (e due) da Jerry, il suo cavaliere energumeno armato di una scure, che apre in due il nerd come una mela, come da intenzioni di Fantozzi per la signora Pina di ritorno dalle Crociate. Ma lui e il Re restano bloccati davanti a una temibile CANCELLATA alta tipo, boh, un metro e mezzo, due metri. Potrebbero scavalcarla agilmente, ma no, meglio affrontare all’arma bianca l’orda di zombie che li sta circondando. Non gli piace vincere facile, "bom xibom, xibom, bombom".

CommandoCarol, nel frattempo, viene inchiodata dai rinforzi di Negan dietro un pick-up, contro il quale vengono esplosi due miliardi di proiettili. Ma è un pick-up da telefilm, di quelli con le portiere in adamantio, le armi pesanti gli fanno una pippa. I Salvatori potrebbero accerchiare la donna e ucciderla, ma siccome è tutta gente con il quoziente intellettivo di un paramecio, preferiscono restare lì e sparare al furgone, come nemici stupidi di uno sparatutto. Finché CommandoCarol non li frega azionando un tastone della ACME, quelli si fanno cogliere di sorpresa dagli zombie come dei poveri ebeti e Carol può salvare quei due deficienti fermi al cancello.

In un altro flashback, Ezekiel racconta che faceva il guardiano dello zoo e di come è diventato amico di una tigre, Shiva, perché aveva capito che gli presentavano una tizia maiala sulle chat, ha sbagliato clamorosamente tutto. I due Salvatori parameci di prima fuggono intanto verso il Santuario con le mitragliatrici, ma vengono inseguiti da Rick e Daryl sulla solita strada con gli aghi di pino percorsa in lungo e largo negli ultimi sette anni. I due mettono su una musicassetta con la sigla dell’A-Team per darsi la carica, resistono alle smitragliate dei cattivi, fermano il loro Hummer e si impossessano di queste benedette armi pesanti. Armi costate la vita in tre puntate a un numero di soldati così alto della loro alleanza che se avessero puntato direttamente su qualche fionda, un paio di cerbottane e delle penne bic per sputazzare il riso, magari magari gli andava meglio. Ma comunque. Daryl dice a Rick che sta da schifo (no, sul serio). Quello gli risponde: “Ma ti sei visto te, che sei così unto dall’inizio della serie che ti chiamerebbero il Cristo, non ci fosse già quell’altro che si fa chiamare Jesus?”.

CommandoCarol, Ezekiel e Jerry finiscono, non si capisce bene perché, in uno scolo di fogna dove i vaganti sono tutti deturpati dall’esposizione a sostanze chimiche e a programmi condotti dalla D’Urso. Arriva il grande momento da film anni 80 sul Vietnam, il momento del “lasciatemi qui”, urlato da Ezekiel, zoppo e pronto a sacrificarsi per gli altri. Lui non è un re, dice, è solo un minchione qualunque, un pirla con una… tigre. E infatti salta fuori Shiva, salva il culo a tutti e tre e si sacrifica per loro, venendo divorata dai toxiczombie. Carol, Ezekiel e Jerry, anziché approfittarne per darsela a gambe, restano a contemplare la scena cantando una canzone triste dei boy-scout, tenendosi per mano e facendo il coretto "Mh-Mhhhhhh" a labbra chiuse quando non ricordano le parole. Se n’è andato del resto il personaggio più intelligente e cazzuto di tutto lo show. Respect.

I tre tornano quindi al Regno, dove Ezekiel viene accolto con gioia da tutti quelli a cui, dopo il discorso da spaccone del mattino, ha fatto morire i parenti. Fortuna che quella di Ezekiel è una monarchia posticcia: fosse stata una repubblica, alle municipali successive gli facevano il culo con la prima lista civica messa su da quattro stronzi. Regolare.

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