Atlanta, Lakeith Stanfield parla di Teddy Perkins, uno degli episodi migliori dell'anno

di Attilio Palmieri - 04-06-2018

La seconda stagione della serie di Donald Glover è stata un capolavoro. Ecco le parole del protagonista della puntata che ha sconvolto tutti



Due anni fa Atlanta fu una delle serie più rilevanti del 2016, da molti ritenuta addirittura la migliore novità dell'anno. Dopo due anni di pausa lo show creato da Donald Glover è tornato con una seconda stagione se possibile ancora più entusiasmante, capace di raccontare al comunità black dall'interno arrivando come un pugno allo stomaco dello spettatore ma al contempo non rinunciando a far ridere.

L'episodio più rappresentativo è stato sicuramente il sesto, intitolato "Teddy Perkins", come il nome del personaggio che per l'occasione è interpretato da un mascheratissimo Donald Glover.

Si tratta di 35 minuti straordinari, per certi versi sulla falsa riga di Get Out di Jordan Peele, ma ancora più inquietanti e più stratificati per quanto riguarda la riflessione sull'identità afroamericana, sul senso di marginalizzazione costante e sul rapporto padri-figli dominante in questa cultura.

Lakeith Stanfield, co-protagonista dell'episodio nei panni di Darius, racconta che girare l'episodio è stato molto strano perché lui stesso non sapeva cosa stava succedendo e dove sarebbe andata a parare la storia. Dopo una veloce lettura iniziale si è precipitato sul set ed è finito in un buco nero che lo ha travolto.

A proposito del parallelo con Get Out l'attore sottolinea le similitudini tra le due opere a partire dal retroterra culturale del Sud degli Stati Uniti, tanto che il mistero attorno all'ambigua figura di Teddy Perkins lo ha ossessionato e spaventato. In particolare sottolinea la recitazione di Donald Glover che è riuscito a dar vita a un personaggio davvero inquietante, differente da qualsiasi altro essere vivente, tanto che Stanfield dice di essersi immedesimato nello spaesamento di Darius.

Fonte: EW

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