The Walking Dead 7x08, la recensione dell'episodio "I cuori battono ancora"

di Andrea Facchin - 13-12-2016

Un midseason finale che rimanda la battaglia tra Rick e Negan a dopo la pausa. Già ci sfreghiamo le mani...


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Ci sono volute altre due morti e nuove prepotenze dei Salvatori per svegliare Rick Grimes dalla resa che sinora aveva mantenuto di fronte a Negan e i suoi uomini. Meglio tardi che mai, si dice, e ora lo sceriffo si è convinto a combattere, anche dopo un discorso motivazionale di Michonne degno (o quasi) di quello di Al Pacino negli spogliatoi di Ogni maledetta domenica. E non sorprende che quella scintilla negli occhi all'ex sceriffo sia ricomparsa proprio nell'episodio che chiude la prima metà di stagione.

La puntata riprende dai punti lasciati in sospeso settimana scorsa: Daryl riesce finalmente a evadere dalla prigione dei Salvatori (togliendosi pure lo sfizio di massacrarne uno a sprangate), Rick e Aaron tornano ad Alexandria con armi e provviste, giusto in tempo per vedere Negan sventrare l'inutile Spencer, che aveva provato a sedurlo con whisky e una partita a biliardo, agendo alle spalle di Grimes. Un atto codardo che al personaggio di Jeffrey Dean Morgan non piace per niente e quindi punisce con la pena capitale (scena fedele a quanto narrato nel fumetto). Succede praticamente tutto alla fine del "secondo atto": Rosita prova a sparare a Negan, ma riesce nell'impresa di centrare la sua amata Lucille anziché il vero bersaglio. Il proiettile è quello fabbricato da Eugene, che alla fine se ne va coi Salvatori. Rick può solo guardare il corpo senza vita di Olivia, uccisa random prima che Eugene uscisse allo scoperto, e finire Spencer, trasformato in uno zombie con le budella di fuori (e con lui sparisce l'albero genealogico di Deanna: non ne sentiremo la mancanza).

La vera emozione si prova però in chiusura: Grimes e soci vanno a Hilltop, dove si riuniscono con Maggie, Sasha e soprattutto Daryl, il cui abbraccio con Rick è tra i momenti più "scalda cuore" mai regalati dallo show. Tutto è pronto alla battaglia (a cui, scommettiamo, si aggiungeranno anche Carol, Morgan e gli abitanti del Regno di Ezekiel), ma dovremo aspettare il 12 febbraio per assistervi.

A differenza di altre midseason (quella della sesta stagione su tutte), questa non lascia l'amaro in bocca perché figlia di una prima parte di stagione costruita con discreta intelligenza ed equilibrio. E il cliffhanger, stavolta, è funzionale. Gli autori hanno voluto presentare i villain nel modo più detestabile possibile, tracciando ritratti anche ambigui, quello di Negan su tutti. Jeffrey Dean Morgan ha monopolizzato ogni episodio, rivelando via via una figura animata dal tradizionale fascino del male, controversa e ambivalente in comportamenti e azioni. È l'antitesi perfetta per Rick, sinora rimasto alla finestra proprio per caricare al massimo la controffensiva che verrà.

Godiamoci la pausa, le Feste natalizie e l'inizio del nuovo anno. Ad aspettarci, ci potrebbe essere la guerra più cruenta della storia di The Walking Dead.

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