The Walking Dead 7x09, la recensione dell'episodio "Ci vuole coraggio"

di Andrea Facchin - 14-02-2017

La serie AMC riprende con Rick impegnato a formare il suo esercito anti-Salvatori


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The Walking Dead è ormai diventata una serie di attese. Non certo da quest’anno, ma almeno da tre stagioni, quindi chi si aspettava una ripresa col botto dopo la pausa, in stile season premiere ma a parti invertite, ossia con Rick e soci a fare strage di Salvatori, si sarà sentito un po’ deluso.

In realtà, far scattare subito la vendetta di Grimes sarebbe stata una scelta incoerente con quanto raccontato e gestito nella prima metà, durante la quale si è costruito il mondo dei villain e del loro leader. Ci sono volute otto puntate per rendere detestabili al punto giusto – non senza qualche ambiguità – i Salvatori, tracciando le dinamiche dei rapporti tra il team Negan e le varie comunità, da Alexandria a Hilltop, passando per il Regno e il villaggio di “donne-guerriere” sulla costa incontrato da Tara. Ora è tempo di costruire dalla parte dei buoni, con Rick impegnato a organizzare la ribellione.

Impresa non facile, però: a Hilltop trova la resistenza del mai coraggioso Gregory, sebbene il resto degli abitanti, ormai fedeli a Maggie, decida di unirsi alla lotta; e da re Ezekiel non va molto meglio: il capo del Regno decide di dare rifugio a Daryl, evaso dalla prigione dei Salvatori e quindi ricercato numero uno, ma di non combattere per non rischiare la vita dei suoi. In più, Morgan non aiuta, ancora tormentato dalla possibilità di uccidere esseri umani (conflitto morale e interiore che pare non avere fine).

E’ un microcosmo assurdo, il Regno: ragazzini che si allenano al tiro con l’arco come in un villaggio vacanze, adulti in armatura che fanno jogging… E un leader che assume contorni sempre più surreali, dall'alto del suo trono costruito sul palco di un vecchio teatro. Quasi grottesca la scena dell’udienza con Rick, obbligato, insieme ai suoi, a chiamarlo Maestà. La sua tigre al guinzaglio continua però a essere la nostra preferita: non ci vorrà molto prima di vederla con qualche Salvatore sotto i denti, siamo pronti a scommetterlo.

Due sono i momenti che concludono l’episodio: nel primo, la truppa di Rick si imbatte in un posto di blocco organizzato dai Salvatori per neutralizzare una mandria di zombie in arrivo. A due macchine è stata legata una corda con una serie di esplosivi applicati, pronti a esplodere al primo passaggio dei non morti. I nostri prima rubano la dinamite attenti a non saltare in aria (ogni arma, a questo punto, è buona), poi Rick e Michonne partono a tutta velocità a bordo delle due auto facendo a pezzi gli zombie con il filo teso tra i due veicoli, che funge da vera e propria ghigliottina.

Ripresa dall’alto, è la scena più da pop-corn movie dell’intera puntata e precede il giallo relativo a padre Gabriel, che a inizio episodio vediamo ripulire la dispensa di Alexandria e svignarsela in macchina. A differenza delle vili azioni compiute in passato, però, ora sembra che il prete abbia un piano e infatti, attraverso un indizio lasciato su un libro, conduce i protagonisti nel luogo in cui Rick e Aaron avevano raccolto provviste durante il mid season finale. Sul posto, però, ad attenderli c’è un nuovo gruppo di personaggi armati fino ai denti. Rick finisce ostaggio, ma sorride: forse ha trovato il suo esercito anti-Salvatori.

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