Big Little Lies, la recensione della miniserie HBO

di Marica Lancellotti - 23-02-2017

Cinque donne e un mistero al centro di un racconto noir che si snoda per 7 puntate


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Dopo il successo ottenuto con The Night Of, HBO prova a stupire di nuovo con una miniserie, ancora dalla parte delle donne – dopo aver dato vita alle saghe generazionali di Sex and the City e Girls. La nuova arrivata si chiama Big Little Lies, un microcosmo di contraddizioni già nel titolo, accostando bugie piccole e grandi, che continua sulla stessa strada anche nel raccontare la sua storia, lastricata di menzogne per arrivare alla verità.

Scritta da David E. Kelley (a partire dal romanzo omonimo dell'australiana Lianne Moriarty) per la regia di Jean Marc Vallée, Big Little Lies immette subito il suo pubblico nel bel mezzo di un inquietante mistero: nella ridente cittadina di Monterey, specchiata nell'oceano, c'è stato un omicidio. Le 7 puntate vengono disseminate di flashforward polizieschi, con prove, dichiarazioni, interrogatori atti a costruire lo sfondo crime ma per conoscere l'identità del morto e del suo aguzzino bisognerà attendere fino alla fine. Il fatto, in fondo, è quasi pretestuoso e l'interesse ossessivo nella ricerca di un colpevole è una piccola bugia che la storia racconta per insinuarsi nelle vite delle sue cinque protagoniste. Lo scopo ultimo è lo svelamento della verità, ma più che di quella raccapricciante e circostanziale dietro un crimine, di quella profonda, celata in queste donne che non si sono mai rassegnate per essere scese a patti con la vita.

Il cast è di quelli da statuetta d'oro: Celeste (Nicole Kidman) è una donna bellissima, mamma felice ma moglie maltrattata dal violento marito Perry (Alexander Skarsgard). Silenziosa e discreta, è quasi l'opposto della chiacchierina Madeline (Reese Witherspoon), due figlie, un matrimonio che si trascina senza troppa passione e un conto sempre aperto con Bonnie (Zoe Kravitz), attuale moglie del suo primo marito. Per non parlare dell'astio – ricambiato – verso la prepotente Renata (Laura Dern), donna ricca, insoddisfatta ed eccessivamente preoccupata per il carattere debole della figlia Amabella. Jane (Shailene Woodley) è l'ultima arrivata, una giovane mamma single in fuga da un passato traumatico. Il primo incontro davanti alla scuola frequentata dai loro bambini fa esplodere una storia nascosta, fino a quel momento, dalla calma apparente del loro perbenismo borghese.

Cinque donne e un mistero: il cuore di Big Little Lies è una disamina della complessità femminile, del cosa voglia dire essere amiche (o nemiche), madri, mogli, lavoratrici, e su quanto ci si possa sentire distanti da una qualunque delle etichette imposte. Cosa desiderano veramente? É la questione al centro di una ricerca potenzialmente infinita in cui l'unica pista è quella dei flashback che rivelano ricordi spaventosi e lussuriosi, dei sogni nascosti che contrastano con la realtà fatta di autoinganni come i toni freddi della fotografia (di Yves Bélanger) con i tramonti della California.

Un noir spezzato da battute leggere, un bel racconto post femminista corale dove gli uomini sono necessariamente presenze se non irrilevanti addirittura nocive, soprattutto una riflessione, non esente da luoghi comuni, sulle cause che portano a costruire bellissimi castelli di piccole bugie quotidiane e sulle loro tragiche conseguenze. Così quando la verità arriva, dopo molte parole e 7 puntate, non può che essere il punto che costringe a riavvolgere la storia e avere il volto scioccante della fine.

Le 7 puntate di Big Little Lies andranno in onda in Italia a partire dal 15 marzo su Sky Atlantic HD.

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