The Walking Dead 7x11, la recensione dell’episodio “Fidati, non fidarti”

di Andrea Facchin - 28-02-2017

Ritornano Negan e i suoi Salvatori, con Eugene ostaggio (o forse no?) nella tana del lupo


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Dopo due episodi di assenza quasi totale, riecco manifestarsi Negan e i suoi Salvatori. L’atmosfera diventa più opprimente, con il nastro che si riavvolge sino all’evasione di Daryl ricordandoci che Eugene è stato preso in ostaggio dai villain: lo rivediamo giungere al loro campo base, incappucciato e tremante più del solito.

È sempre stato un personaggio difficile da decifrare, Eugene: spesso macchietta della situazione, raramente al centro dell’azione, se non per qualche trovata scientifica delle sue. Ha più creato problemi che altro al gruppo di Rick, in cui sinora non ha mai avuto molto peso. Ed è questo che Negan sfrutta: da diavolo qual è, fa di tutto per far credere a Eugene di essere a casa. Gli regala una camera con tutti i comfort; gli presta per una notte tre delle sue mogli preferite; lo seduce dipingendogli davanti una situazione in cui possa sentirsi davvero utile con tutte le sue conoscenze, pienamente conscio poi di quanto il suo ospite sia terrorizzato da lui.

Eugene sembra pronto a tradire senza troppa fatica i suoi ex compagni, giocando a fare il Walter White e il McGyver di turno, e la cosa è alquanto fastidiosa. Ma la furbizia dell’episodio sta nel creare una sottile linea rossa tra verità e menzogna. Perché la sua codardia stavolta potrebbe avere un doppio fine: sopravvivere in primis, ma forse, nella speranza di non sopravvalutare il capellone, anche farsi arma per colpire dall’interno la tana del lupo.

Un atteggiamento che crea un curioso parallelismo con Dwight, il braccio destro di Negan: ritenuto responsabile della fuga di Daryl, mente al suo leader sulla sorte dell’ex moglie Sherry, numero uno dell’harem del villain e anche lei scappata chissà dove. Un'ambiguità, la sua, già in parte emersa nella prima metà di stagione, che raggiunge l'apice in uno dei gesti più spregevoli compiuti dal personaggio sinora: incolpa di tutto il dottore del campo che, con grande tranquillità, Negan butta nell’inceneritore, come un rifiuto qualsiasi.

È l’ennesimo, nero teatrino di Jeffrey Dean Morgan, allestito sotto gli occhi di Eugene e Dwight, due uomini disposti ad adattarsi a qualsiasi cosa pur di portare a casa la pelle e che da questa puntata acquistano un minimo di complessità in più. È sempre Negan, però, ad avere occhi e orecchie su tutto, ed è il primo a sapere che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

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