Odd Mom Out: la recensione delle prime due stagioni

di Marica Lancellotti - 24-03-2017

Tutta la fatica dell'essere mamme: le prime due stagioni sono disponibili su InfinityTv



Dalle parti di Bravo, il network che ha prodotto e distribuito le prime due stagioni di Odd Mom Out (la terza è in arrivo), Jill Kargman è considerata una sorta di Lena Dunham o di Louis C.K. Il perchè è racchiuso nel suo libro Momzillas, pubblicato nel 2007 con un gran successo di pubblico e critica e in ciò che quelle pagine hanno generato a partire dal 2015: la serie comedy Odd Mom Out.

É la stessa Kargman a calarsi nei panni della sua mamma sull'orlo di una crisi di panico, Jill Weber, che vive nella ricca e lussuosa Upper East Side di New York con il marito Andy e i tre bambini. Jill passa l'intera prima stagione a convincere se stessa e gli spettatori di non essere come le altre altezzose mamme del quartiere, con la fissa dei vestiti firmati, dei colori abbinati e dei figli perfetti, insomma lei non somiglia per niente alla biondissima cognata Brooke.

A Jill piace la musica rock, lo smalto nero, le piace uscire e scherzare con l'amica di sempre Vanessa, mangia carboidrati e non vuole assolutamente tate e cameriere che crescano i bambini al posto suo (ci proverà, ma con risultati scarsissimi). Insomma, la nostra protagonista è assolutamente quello che il titolo racconta: una strana mamma fuori dal coro, definita socialmente dal suo essere genitrice di tre piccole pesti, professionalmente (quando deciderà di riprovarci, nella seconda stagione) dal poco tempo che il punto precedente le concede e determinata per se stessa nella contrapposizione con quelle altre donne a tinte pastello con cui è costretta a condividere gli spazi della scuola o del parco giochi.

Eppure Odd Mom Out non è soltanto una serie per mamme, per papà o per donne: la nostra Jill Kargman infatti non è diventata famosa solo per aver mostrato alcuni degli aspetti più brutali della maternità, ma anche per l'ironia pungente con cui tratteggia quel fatato mondo di plastica laccata in oro. La preda preferita? É l'insopportabile e fatua Brooke, sposata al multimiliardario cognato Lex, mamma sempre perfetta di quattro bambini (o 3, come lei rimarca sempre, perchè l'ultima nata è troppo bruna e imperfetta per poter essere davvero scambiata per sua figlia) e presidente di un'associazione benefica a favore delle vittime di obesità, piaga sociale insopportabile per "quella gente", come Jill addita con sprezzo l'alta società di cui la famiglia di suo marito fa parte. Chiariamo: Brooke non è il villain della situazione - quel ruolo, semmai, spetta al'autrice del Manifesto della Gioia - ma una sorta di alter ego di Jill, ovvero ciò che anche lei sarebbe diventata senza sarcasmo, senza autoironia e senza la reale percezione di un mondo che va ben oltre i confini di Manhattan.

Odd Mom Out, però, racchiude un altro motivo fondamentale che dovrebbe spingere alla sua visione: è una comedy, di quelle classiche in cui, per 30 minuti alla volta, si ride moltissimo a scapito di persone e situazioni al limite del surreale. In cui Jill Weber non è solo la mamma imperfetta da cui tutte le mamme si sentiranno rincuorate, ma è anche l'eroina pasticciona dotata di un solo superpotere: la giusta dose di leggerezza per raccontare una storia tragicomica e far sorridere dei piccoli inciampi quotidiani.

Le prime due stagioni di Odd Mom Out sono disponibili su InfinityTv.

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