The Walking Dead 7x16, la recensione de “Il primo giorno del resto della tua vita”

di Silvia Nicoletti - 04-04-2017

Il finale è teso ma continua a rimandare alla prossima stagione


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Risuona Someday We All Be Free nelle orecchie di Sasha: un iPod ad illuminarle il visto sudato, arreso, immerso nell’oscurità.

La libertà può assumere molte facce, soprattutto quando si parla di The Walking Dead. Una di queste è la morte: i fan dello show sanno che nel finale di stagione qualcuno viene fatto fuori ogni volta, e questo episodio non fa accezione.

Andiamo con ordine. Un flashback ci mostra Sasha in una discussione con il compianto Abraham: c’è un problema con Maggie e il bambino, va portata a curarsi. Sarà l’ultimo viaggio di Abraham, quello verso Lucille. La fine per lui, l’inizio del vero calvario per gli altri.

«Benvenuta nel primo giorno del resto della tua vita, Sasha»: Negan ha dei piani precisi per la donna, che non si è uccisa ed è apparentemente pronta a collaborare con i Salvatori. Deve aiutarli a sventare le ambizioni di guerra di Rick (di cui è venuto a conoscenza tramite un “uccellino”), le promette che lei sopravviverà e che solo uno dei suoi morirà sotto i colpi di Lucille.

Non il solo Negan è pronto ad agire: lo è Hilltop, lo è il gruppo del Regno con l’aiuto di Carol, lo è soprattutto la comunità di Alexandria, che però deve fare prima i conti con Dwight. Di cui, ovviamente, nessuno si fida. Ma lui sa cosa sta per succedere, si propone di tagliare degli alberi per sbarrare la strada ai Salvatori e di fare il doppio gioco. Ha un nitido piano in mente, in più Negan si fida di lui. In effetti, grazie all’aiuto di Dwight e al gruppo di Jadis, le cose sembrano finalmente andare bene per Alexandria. I numeri ci sono, le armi pure, Negan sembra essere in difficoltà visti i depistamenti.

Eppure, i Salvatori hanno molti più assi nella manica del previsto, alcuni piuttosto inaspettati. Sì perché, se effettivamente già sappiamo del nuovo schieramento di Eugene, quello che in pochi sospettavano (solo alcuni fan lo avevano predetto nelle scorse settimane) è che l’uccellino/spia tanto decantato da Negan altri non è che Jadis. I Salvatori le hanno fatto un'offerta migliore, e ora tutto sembra essere contro Alexandria.

Rick e gli altri possono arrendersi e concedere ai Salvatori che uno di loro muoia: in cambio, potranno riavere indietro la prigioniera Sasha. La quale però, come ci viene mostrato in un flashback, ha imparato da Abraham che «farsi il culo per qualcun altro è vivere», anche quando questo implica il proprio sacrificio. Nel viaggio verso Alexandria Sasha ingoia la pillola di veleno, e solo al momento dello scambio Negan scopre che la donna è ormai uno zombie pronto a divorarlo.

Nella concitazione del momento Rick e il gruppo di Alexandria decidono di attaccare. Finalmente comincia un po’ di azione, ma le cose non vanno subito come desiderato. Il gruppo sembra ormai finito, sopraffatto, lo stesso Rick viene ferito ad un fianco, cadono tante teste, sembra anche quella di Michonne per un fatale incidente (ovviamente si tratta dell’ennesima finta morte che tanto piace agli sceneggiatori).

Non ci dilungheremo quindi su questa scelta narrativa, piuttosto inutile, quanto sulla crescente tensione che sembra portare alla sconfitta di Rick. Negan ha la vittoria in pugno, e siccome ha promesso che qualcuno morirà, decide che stavolta deve essere Carl. È pronto ad ucciderlo di fronte agli occhi di suo padre, brutalmente, poi Lucille si abbatterà sulle mani di Rick (con un chiaro rimando ad un'iconica scena del fumetto). La fine è vicina, ma Rick è sicuro: «io ti ucciderò, vi ucciderò tutti. Forse non oggi, magari non domani, ma questo non cambia niente. Siete già tutti morti».

Negan non può immaginare che la punizione di Lucille non ricadrà sulla testa di Carl molto presto: gli alleati sia di Hilltop che del Regno arrivano e sono pronti a combattere

Gli equilibri si ribaltano improvvisamente, e sia Jadis che Negan si ritrovano costretti alla fuga.

Anche lo zombie di Sasha viene fatto fuori e seppellito con Abraham e Glenn, e così si conclude la settimana stagione di The Walking Dead.

Non possiamo considerarlo un "nulla di fatto”, ma ci andiamo comunque molto vicini. In un episodio che (come quasi tutti i più importanti dello show) dura parecchi minuti in più del normale, non succede praticamente nulla di davvero significativo: la guerra è iniziata, tutto viene rimandato all’autunno. L’augurio è che la prossima stagione lasci andare il freno a mano, e che la vera azione la torni a farla da padrone sulle lungaggini narrative.

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