Shameless: la recensione della stagione 7

di Marica Lancellotti - 14-04-2017

Le 12 puntate sono ora disponibili su InfinityTv


VAI ALLA STAGIONE VEDI ALTRE RECENSIONI


La parola d'ordine è cambiamento, in una settima stagione di Shameless su cui pochi avrebbero scommesso.

Stessi personaggi, stessi attori, stesse tematiche sociali, stessa mancanza di vergogna, come da titolo, nel portare in piazza i panni sporchi di casa Gallagher, eppure niente è più come prima, dalla prima puntata al season finale.

La regina della casa, Fiona, è più determinata che mai, nel corso delle stagioni il suo personale percorso a ostacoli le ha lasciato lividi e cicatrici ma anche la grande consapevolezza di avere un enorme potenziale e una marcia in più: la rabbia, che la spinge a continuare sul personale cammino da self-made woman iniziato alla fine della stagione 6. Sulla stessa linea si muove Ian, forse la più grande sorpresa della stagione. Dimenticate i tormenti del giovane ragazzo che aveva ereditato il bipolarismo della madre Monica: il personaggio interpretato da Cameron Monaghan è tornato sulla giusta carreggiata accompagnato da un nuovo atteggiamento positivo nei confronti della vita. Nonostante nella stagione 7 abbia perso una delle cose più care: l'amato Mickey.

Alla parte "buona" dei Gallagher ha fatto ritorno anche Deb: dopo una stagione 6 che l'aveva vista completamente allo sbando, trae forza e determinazione dalla maternità. La piccola, scaltra Deb, degna figlia di suo padre Frank, è tornata alla carica nel tentativo di dare un futuro degno alla figlia Franny (e di evitare gli assistenti sociali).

E il nuovo principer del narcotraffico, Carl? Ha abbandonato le sue mire espansionistiche e ha deciso, anche lui, di cambiare strada: iscritto a una scuola militare, ci abbandona per tutte le puntate centrali della stagione, ricomparendo sul finale con un'intensa performance.

Stagione più problematica e senza la stessa parabola di crescita per il genio ribelle Lip (pur con sopresa nel finale), che continua a bere e a rifiutare qualunque tipo di aiuto (almeno fino a metà stagione), sempre più invischiato nel senso di smarrimento e malessere dato dai propri difficili trascorsi familiari e nel confronto con i colleghi di college.

Chi non sembra guardare mai al passato ma solo avanti è sempre lui, l'indistruttibile Frank Gallagher. Uguale a se stesso dalla prima stagione, neppure il pericolo di morte ha placato la sua attitudine truffaldina verso il prossimo, chiunque egli sia: nella settima stagione, per esempio, lo troviamo fin dalla première impegnato a difendere i diritti dei senza tetto, ma è chiaro fin da subito, a scanso di illusioni, che il vero interesse alberga altrove.

Se i problemi dei protagonisti, però, sembrano avviarsi verso la risoluzione (o verso l'eterno ritorno di Frank), dove sta il solito divertimento nero à la Shameless? Nel trio di comprimari, Veronica, Kev e Svetlana. Ricordate il loro triangolo amoroso della stagione 6? Dimenticatelo perchè Veronica, tornata nei panni (e nel senno) che tutti conoscevamo, non ha solo rinsaldato il suo legame con Fiona ma ha anche scoperto che Svet li ha fin lì solo truffati. Non è mai esistito nessun sentimento d'amore, nè verso la coppia nè verso le due gemelline, solo una cieca riconoscenza verso chi ha garantito il suo arrivo negli USA e il furto progressivo dell'Alibi.

Sorprendente, con il suo finale agrodolce, cinica ma anche più onesta del solito, con tanti nodi della storia arrivati finalmente al pettine, la stagione 7 di Shameless - ora completamente disponibile su InfinityTv - è forse la tappa più profonda del viaggio che, dal 2011, ci accompagna nelle vite travagliate degli antieroi più epici del piccolo schermo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti