Lucifer: la recensione della prima stagione

di Marica Lancellotti - 22-09-2017

Le prime 13 puntate del fantasy drama di FOX sono arrivate su InfinityTv


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Forse a nessuno è mai venuto in mente, nè c'è mai stata possibilità di chiederlo a qualche superstite di ritorno, ma la vita all'Inferno può essere tutt'altro che emozionante. Almeno è questo l'assunto di partenza di Lucifer, il fantasy drama di FOX che ha esordito nel 2016 con la sua prima stagione da 13 episodi.

In realtà Lucifer non è un'invenzione del suo showrunner Tom Kapinos: il personaggio - oltre che alla tradizione religiosa e popolare - appartiene a Mick Carey, autore del fumetto Lucifer (edito da Vertigo), e ancor prima a Neil Gaiman che ha voluto il re degli Inferi come comprimario in Sandman.

Kapinos, però, autore e produttore esecutivo, ha aggiunto delle qualità fondamentali al suo demonio annoiato, prendendole a prestito dal suo personaggio più riuscito, lo scrittore tormentato Hank Moody: Lucifer è esattamente quello "smart ass", autocompiacuto, dandy tormentato e incompreso conosciuto, amato e allo stesso tempo odiato in Californication. Se Hank, però, era la vittima di tutti i vizi, Lucifer ne è direttamente il padre, compreso il bere, il lusso e le donne. D'altronde è sceso fino a Los Angeles, capitale mondiale dello show business, diventando proprietario di un night club, il LUX, e collaboratore del LAPD per puro divertissement personale. Oltre che per star dietro a una donna, la detective Chloe Decker, la sola che sia stata fin qui in grado di resistere al suo potere, ma anche l'unica che sembri riuscita a renderlo mortale.

Il resto è tutto (o quasi) merito del gallese Tom Ellis: è lui il fascino, lo humor, la fisicità e la perfetta incarnazione terrena di Lucifer Morningstar. Tom Ellis, colui che forse ricorderete nel ruolo del Re Cenred in Merlin, come il dottor William Rush nella sfortunata serie Rush e in poco altro, uno che sembrava destinato al ruolo dell'eterno personaggio ricorrente e che trova, invece, in Lucifer il perfetto palcoscenico per esprimere al meglio le proprie doti attoriali.

Cosa resta dopo quel bizzarro antieroe e oltre il suo interprete? Una bella fotografia e poco altro, tra un cast non sempre all'altezza e una sceneggiatura che cresce attraverso 13 puntate pur senza brillare, che si concentra quasi unicamente sul suo centro demoniaco, tralasciando spesso particolari dei casi che di volta in volta spingono l'azione, per chiudersi, invece, su dettagli più o meno interessanti sull'esistenza di sua maestà Morningstar.

Eppure questa prima stagione di Lucifer riesce alla fine nel suo intento, quello trascinare il pubblico nella folle vita del cattivo protagonista - a cui, inevitabilmente, si finisce per volere anche un po' di bene - e di divertire, attraverso casi sempre nuovi e l'eterna promessa di amori.

La prima stagione di Lucifer è ora disponibile su InfinityTv.

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