Black Mirror 4x01 "USS Callister", la recensione

di Attilio Palmieri - 29-12-2017

Il primo episodio della quarta stagione è un'avventura spaziale senza compromessi, un falso movimento che vi lascerà stupiti


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Quando le prime notizie sulla quarta stagione di Black Mirror sono iniziate ad arrivare e le prime immagini sono state diffuse, alcune di esse sono risultate immediatamente spiazzanti, in particolare quelle legate a un gruppo di personaggi vestiti come se fossero dei cosplayer dei personaggi di Star Trek. In effetti “USS Callister”, a partire dal titolo, con Star Trek ha molto a che fare, anche se non nel senso che più immediatamente ci immaginiamo.

Nonostante il riferimento sia esplicito si tratta però pur sempre di un episodio di Black Mirror – dove lo sguardo è sempre proiettato verso il futuro e la tecnologia ricopre un ruolo da protagonista – e pertanto questo incrocio risulta ancora più interessante, una volta addentratisi nell'episodio. Pur senza rivelare particolari della trama, possiamo però anticipare che il legame con la celeberrima serie di fantascienza si lega a una profonda riflessione di Charlie Brooker sull'essere fan di qualcosa e in particolare su quanto può diventare viscerale il legame con un certo universo narrativo al variare delle condizioni tecnologiche. Star Trek diventa così il pretesto per parlare di mondi ideali, di universi narrativi creati a propria immagine e somiglianza, ma anche, attraverso la figura del Capitano Kirk, di un modello mascolinità distorto e arrogante.

A differenza di tanti altri episodi della serie, l'oggetto di questo segmento narrativo non è la società né la coppia, ma le emozioni, i sentimenti e le frustrazioni di un certo tipo di individuo. Il protagonista, interpretato dall'ottimo da Jesse Plemons (Fargo, Breaking Bad), è un uomo timido, con poco carattere, abbastanza alienato e pieno di rancore. La sua immaginazione costituisce il cuore narrativo dell'episodio ed è qui che si gioca la partita decisiva dal punto di vista drammaturgico, è grazie ad essa che vengono al pettine le difficoltà relazionali con gli altri personaggi. Nell'arco di un'ora e un quarto abbondante gli autori dipanano una storia complessa sia dal punto di vista visivo che del plot, che dialoga la serie classica di Star Trek senza per questo rischiare di essere comprensibili solo ai “trekker”.

L'episodio ha un taglio fortemente fantascientifico ed è ben diretto da Toby Haynes (già regista di Sherlock e a suo agio con il genere avendo lavorato a Doctor Who) e vede tra gli altri attori le ottime interpretazioni di Michaela Coel (Chewing Gum) e Cristin Milioti (How I Met Your Mother, Fargo, The Wolf of Wall Street).

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