The Walking Dead – 8x09, la recensione

di Attilio Palmieri - 28-02-2018

Dopo lunghe settimane di attesa torna la serie sugli zombie più amata del mondo con il tanto anticipato quanto clamoroso evento


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Sono stati mesi lunghissimi per i fan di The Walking Dead, ma è stata un'attesa infinita anche per tutto coloro che questa serie la detestano ma continuano a vederla. Perché ammettiamolo, parlare male di The Walking Dead è molto più divertente che parlarne bene.
Ormai lo sanno anche i muri: nel midseason finale Carl aveva mostrato al padre e agli spettatori la ferita all'addome provocata dal morso di uno zombie e questa sarà la sua ultima stagione.
Restava solo da vedere quanto tempo ci avrebbe messo a morire e questo anticipatissimo midseason premiere extralarge di ben 82 minuti (pubblicità comprese) ci aveva già parzialmente risposto: comunque, TROPPO.
Perché Scott Gimple con la morte di Carl ha tirato fuori un coniglio dal cilindro mica male, da una parte scatenando reazioni indignate di orde di fan (perfino il padre di Chandler Riggs, l'attore che interpreta Carl, ha denunciato un presunto trattamento sfavorevole del figlio), ma dall'altra assecondando la più grande fantasia degli hater della serie: quella di veder morire il piccolo, fastidioso Carl, notoriamente il personaggio più insopportabile di TWD.
Questa soddisfazione, però, costa cara, visto che l'episodio del tristissimo e struggente addio, promosso come indimenticabile, è stato in realtà dimenticabilissimo, non solo appesantito da una lunghezza abbastanza insensata per gli standard della serie ma anche penalizzato da una recitazione talmente di pessima qualità da sfiorare il ridicolo involontario.
La serie ci è andata giù pesante per cercare le lacrime degli spettatori, dalle musichette fastidiose e ricattatorie ai sogni, ma la parte veramente interessante dell'episodio è quella che lascia da parte emozioni, piagnistei e grida di rabbia e dolore per dare spazio all'azione, con Carol e un Morgan assetato di vendetta che si intrufolano nel Regno e ammazzano chiunque si trovi sul loro cammino nei modi più cruenti, per salvare Ezekiel.
“Honor” è una midseason première abbastanza inutile (per quanto migliore rispetto alla media di questa stagione, e questo dice molto sul livello raggiunto da The Walking Dead) e l'addio a Carl riesce a essere al tempo stesso noioso per i fan e insipido per gli hater. Ma nonostante tutto, riesce anche ad aprire un paio di strade abbastanza interessanti: le ultime parole del giovane Grimes, infatti, lo presentano come il possibile regista del futuro della serie, innescando nel padre la speranza di un futuro diverso, smentita subito però dal flashforward finale (che ci lascia con un punto interrogativo gigantesco) in cui Rick in fin di vita è accasciato su un albero.

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