The Walking Dead – 8x14, la recensione

di Attilio Palmieri - 05-04-2018

Un episodio che, pur con i soliti alti e bassi, prepara perfettamente il terreno per il dicco finale



A meno due episodi dalla fine dell'ottava stagione The Walking Dead, come da copione, inizia a fare sul serio, provando a mettere in piedi conflitti un po' più consistenti del solito, lasciano da parte – per quanto possibile – gli estenuanti tentativi di introspezione psicologica che mal si confanno a una serie del genere e dando spazio all'azione e alle rivalità tra i personaggi. Non è un caso che ritornino al centro della scena sia Rick sia Negan, figure senza i quali The Walking Dead probabilmente non esisterebbe stante la situazione attuale. Un tempo Daryl rappresentava una personaggio indispensabile, un cardine della narrazione, ma adesso anche lui sembra più sacrificabile, soprattutto perché perso in storyline tutt'altro che avvincenti.

L'episodio di questa settimana ha, come spesso accade, i suoi picchi all'inizio e alla fine, grazie alla presenza di due coppie: nella prima parte seguiamo le vicende con al centro Negan e Jadis (interrotti ogni tanto da melensi momenti di malinconia volutamente molto caricati e tutt'altro che emozionanti) che si ricollegano al cliffhanger di due episodi fa; nell'ultima parte invece l'episodio si carica di tensione per via del rapimento di Rick e Morgan i quali vengono salvati da un'improvvisa orda di zombie che gli permette di liberarsi e fare una bella strage.

Nonostante la ricerca d'azione, che come sempre deve caratterizzare la conclusione delle stagioni della serie, è impossibile per gli autori non affrontare la strada tracciata dal messaggio di Carl in punto di morte: c'è bisogno di trovare una via d'uscita, c'è bisogno di trovare un'alternativa alla violenza, perché altrimenti anche i sopravvissuti saranno divorati dai propri demoni. E questo vale non soltanto per Rick e Negan, ma anche per Carol, Maggie, Michonne e ovviamente Morgan. Se Rick, soprattutto a causa del recente e dolorosissimo lutto, sembra non averlo ancora capito, la sua compagna è ormai da tempo sulla strada della riflessione autocritica.

Il cuore drammatico dell'episodio però è dedicato al personaggio di Jadis, che in coppia con Negan forma un duo perfetto. Per fortuna gli autori si ricordano di mostrare agli spettatori il modo in cui la donna è scampata al massacro, sottolineando con attenzione l'umiliazione che è stata costretta a subire. In questo i due personaggi sono molto simili, soprattutto perché caratterizzati da corazze costruite a seguito di dolorosi traumi. Non è un caso che proprio a lei Negan riveli l'identità della moglie Lucille, del suo senso di colpa e di quanto questo ancora lo divori giorno dopo giorno.

A due episodi dalle fine sono tantissime le storyline aperte e molto ancora c'è da sapere ma possiamo affermare con certezza che questa seconda parte di stagione, per quanto di livello altalenante, sia riuscita a preparare le basi per un finale avvincente. C'è da capire cosa sarà di Negan, come Rosita e Daryl intendono attaccare la fabbrica presidiata da Eugene, come diremo addio a Morgan e soprattutto se qualcuno dei protagonisti ci lascerà le penne.

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