The Walking Dead – 8x15, la recensione

di Attilio Palmieri - 11-04-2018

Alla vigilia del season finale la serie sforna uno degli episodi più convincenti della stagione


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Ci siamo, ormai manca pochissimo, l'ottava e contestatissima stagione di The Walking Dead sta per finire. Manca solo l'atto finale a un'annata che è stata spezzata in due dalla morte di uno dei personaggi principali della serie ed è stata impostata interamente sulla rilevanza di questo evento spartiacque. Lo stesso quindicesimo episodio, infatti, vive della costante presenza di Carl, che proprio in absentia riesce ad essere più attivo che mai grazie sia alle sue lettere, sia alle ripercussioni del suo decesso. In fondo, uccidere un personaggio così importante è il modo più semplice per renderlo immortale, per trasformarlo in senso di colpa, in rabbia, in spavento, segnando con la sua presenza buona parte del prosieguo della serie.

Le protagoniste di questo episodio appaiono all'inizio e alla fine, non sono personaggi e c'entrano con Carl. Si tratta delle due lettere che il giovane Grimes ha indirizzato al padre e a Negan. Sembrava una questione lasciata tramontare e sarebbe stato davvero un peccato perché l'importanza di quel sogno finale di Carl è cruciale non solo nell'ambito della sua dipartita ma anche in relazione agli sviluppi futuri della serie. La prima lettera è posta in apertura di episodio ed è il momento in cui il padre riceve l'ultimo commovente saluto (per quanto indiretto) dal figlio, rivisitando i momenti più felici della sua infanzia, gli idilli familiari prima che hanno preceduto l'apocalisse e alcuni attimi di vita scolastica. La lettera si conclude con il messaggio più importante: non importa se gli altri saranno accecati dalla rabbia e dalla voglia di continuare la guerra, tu sarai quello che dovrà interromperla mettendo fine a questa brutalità.

La lettera a Negan arriva in chiusura di episodio e riprende le questioni principali di quella a Rick relativamente alla guerra tra bande che sta da tanto tempo caratterizzando The Walking Dead. Carl affronta a viso aperto Negan, sfidandolo a riflettere su ciò che vuole davvero e sulla sua sete di violenza, ma infine gli ricorda che l'unica via per trovare la pace con se stessi passa per la collaborazione e il perdono, anche quando tutto sempre perduto. Per ora il messaggio di Carl sembra non poter essere recepito dai due leader della serie, perché nel caso del padre la sete di vendetta è ancora troppa, mentre in quello di Negan l'aver sfiorato la morte a causa di un tradimento interno lo ha messo nuovamente in una posizione difensiva.

A proposito di quest'ultimo punto, tutta la parte centrale dell'episodio è dominata dal triangolo Dwight, Negan e Simon e in particolare dallo scontro tra questi ultimi due, con il primo che sale sul carro del vincitore convinto di salvarsi la pelle, salvo poi fare il triplo gioco tentando di comunicare con Rick. Il ritorno di Negan è decisamente esaltante e vederlo combattere faccia a faccia con il suo rivale, sporcarsi le mani, prendere cazzotti senza l'aiuto di nessuno compagno, ma proprio per questo riprendere il proprio ruolo di leader del gruppo è ad oggi uno dei momenti più entusiasmanti della stagione.


Cosa accadrà nel finale di stagione? Assisteremo davvero allo scontro finale tra Rick e Negan? Oppure le parole di Carl avranno gradualmente effetto e tra loro ci sarà una progressiva pacificazione?

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