The Walking Dead – 8x16, la recensione

di Attilio Palmieri - 17-04-2018

L'attesissimo finale di stagione alterna, come tutta l'annata, momenti convincenti ad altri in cui si tocca il ridicolo


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Eccoci finalmente arrivati al finale diThe Walking Dead, attesissimo sia dai fan della prima ora sia da tutti gli spettatori che non ne possono più della serie ma per qualche motivo continuano a guardarla. Perché ormai è cosa nota: parlare male di The Walking Dead piace almeno quanto parlarne bene e costituisce per molti una motivazione necessaria e sufficiente per continuare a vedere la serie. Questo season finale sotto certi punti di vista accontenta entrambe le fette di pubblico, mostrando momenti fatti apposta per appassionare quelli che ancora oggi si definiscono fan della serie (in particolare per quanto riguarda i momenti introspettivi e le scene di battaglia), ma anche diverse di situazioni che sembrano fatte apposta per far mettere le mani nei capelli a tutti coloro della serie ne hanno piene le scatole.

La battaglia presente nella prima parte è ben preparata e ricorda molto un war movie, con tanto di soldati schierati e colpo di scena (più per la banda di Negan che per lo spettatore) a ribaltare la situazione. Dal punto di vista registico la mossa funziona abbastanza bene, soprattutto grazie a un montaggio che alterna la confusione sul campo di battaglia al punto di vista della squadra di Rick che vede il proprio piano andare in porto. Ciò che invece è molto meno efficace è l'uso della musica, che nelle scene che precedono la battaglia è inutilmente commovente e insiste troppo sul patetismo, mentre in quelle in cui c'è lo scontro corpo a corpo vero e proprio calca la mano con assordanti sonorità che rovinano l'atmosfera costruita.

Il momento più basso del season finale però è purtroppo quello più atteso, ovvero lo scontro conclusivo tra Rick e Negan. Finalmente si arriva al faccia a faccia finale, reso ancora più piccante dalle lettere di Carl che mettono i due avversari nella posizione di ricattarsi psicologicamente e di poter immaginare davvero di avere un futuro. Il primo problema però è la gestione dell'intero scontro, con la più classica delle situazioni in cui il cattivo sta riempiendo di botte il buono, il quale però con un colpo d'astuzia riesce a spuntarla, rendendo tutto molto prevedibile. Gi autori decidono di far usare a Rick la carta sentimentale e di far emergere il cuore di Negan, cosa che puntualmente gli si ritorce contro, premiando il doppio gioco dell'avversario. Inoltre, c'è da dire che una sequenza del genere sarebbe potuta essere credibile solo se interpretata da attori in grado di gestire a dovere questo tipo stratificazione emotiva, ma purtroppo Andrew Lincoln non è abbastanza dotato per svolgere questo ruolo e gli effetti sono in alcune inquadrature persino imbarazzanti.

L'ultimo terzo di episodio si concentra sulla conclusione stagionale tirando le fila della narrazione ma finendo così per abbassare in maniera troppo drastica il ritmo della puntata, diventando un grande addio in cui in quindici minuti vengono passati in rassegna tutti i personaggi principali. È come assistere a una sorta di lunga anticipazione della prossima stagione, alla formazione di un nuovo quadro di alleanze che però avrebbe giovato di uno spazio decisamente inferiore perché in questo modo smorza in maniera troppo netta la tensione. Al doppio gioco di Rick segue la misericordia, che però comporta l'ira di Maggie e di tutti coloro che ancora sono dominati dalla sete di vendetta, preannunciando i nuovi scenari della prossima stagione.


In conclusione, l'ottava stagione di The Walking Dead si conclude con un episodio altalenante, fatto di alcune cose buone e altre tutt'altro che efficaci. A conti fatti la scelta di uccidere Carl si è rivelata azzeccata, perché se lo show nella seconda parte ha acquistato un'anima che sembrava aver perso è proprio per via del sacrificio del ragazzo. Questa soluzione ha infatti fornito agli sceneggiatori la possibilità di lavorare su una nuova idea di futuro che comprende sia Rick sia Negan, riuscendo così a non sacrificare quest'ultimo, il quale è a tutti gli effetti il personaggio più riuscito della serie allo stato attuale.

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