The Handmaid's Tale, ci aspetta una seconda stagione ancora più cupa. La recensione dei primi due episodi

di Attilio Palmieri - 24-04-2018

La doppia premiere della serie ha l'obiettivo di espandere il mondo presentato nella prima annata e intensificarne le caratteristiche


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The Handmaid's Tale nasce come l'adattamento seriale dell'omonimo e autoconclusivo romanzo di Margaret Atwood e lo scorso anno ha ottenuto un successo clamoroso che ha portato la serie a un inevitabile rinnovo e quindi al superamento del libro, con tutte le più ovvie conseguenze del caso. Fortunatamente però, Atwood ha assicurato la propria presenza nella seconda stagione come consulente creativo, in modo da mantenere la coerenza con l'opera di partenza. Detto questo, tutto ciò che vedremo da ora in poi è il frutto di un lavoro creativo originale, sebbene a partire da un mondo che ha radici precise in un'opera letteraria preesistente.

La seconda stagione si presenta quindi come un'espansione (oltre che una prosecuzione) di ciò a cui abbiamo assistito l'anno scorso e tutto quello che viene mostrato in questa doppia premiere non sembra minimamente forzato, bensì inserito in maniera estremamente naturale in appositi spazi sapientemente lasciati dall'annata precedente. Fin dai primi episodi infatti la seconda stagione sembra voler ricordare come tutto ciò che è stato messo in scena l'anno scorso rappresenta solo una parte del mondo della serie e che scenari molto più cupi e disperati attendono gli spettatori.

Per quanto la prima annata sia stata molto fisica e visceralmente legata allo sfruttamento degli esseri umani e alle ripercussioni sulle loro personalità, nella seconda i corpi saranno se possibile ancora più centrali. Le protagoniste della serie, infatti, si metteranno in gioco in maniera sempre più profonda, precipitando in un'escalation di violenza non più arginabile che comporterà spargimenti di sangue e un maggiore numero di morti.

Pur senza entrare nel dettaglio per non fare spoiler è però importante sottolineare che la seconda stagione con il suo inizio in medias res investe lo spettatore senza preavviso, levandogli il fiato sin dalle scene iniziali. Naturalmente gran parte del merito va attribuito all'interpretazione di Elisabeth Moss, che grazie alle sue eccezionali doti espressive riesce a donare alla protagonista una vasta gamma di sfumature emotive.

Da questi primi due episodi è abbastanza chiaro che ad avere un ruolo centrale sarà il concetto di identità, affrontato attraverso il processo di riappropriazione della propria persona da parte del personaggio interpretato da Moss, la quale conduce un percorso che parte prima di tutto dall'utilizzo del nome di battesimo, June. La storyline principale della stagione sarà indissolubilmente legata anche all'evento che ha chiuso l'annata precedente, ovvero quella gravidanza con cui la protagonista dovrà inevitabilmente fare i conti.

Quello che si percepisce dai primi due episodi è la volontà di espandere la cornice del racconto, sia dal punto di vista dei personaggi narrati, sia da quello del contesto rappresentato. Viene presentato infatti anche uno spaccato decisamente atipico per la serie fino a questo momento, mostrando le zone tossiche nelle quali vengono deportate le cosiddette “non-donne”, costrette ai lavori forzati e alle prese con materiale radioattivo. Spazio maggiore viene conferito al personaggio interpretato da Alexis Bledel, che l'anno scorso aveva un ruolo da guest mentre quest'anno è destinata a ricevere un approfondimento ben più stratificato sia riguardo alla sua vita precedente che rispetto alla sua attuale condizione, come si intravede dal secondo episodio, nel quale apparirà anche l'atteso personaggio di Marisa Tomei.

La doppia premiere della seconda stagione di The Handmaid's Tale risulta quindi decisamente promettente, mantenendo la sua forte identità visiva (per quanto forse un po' troppo monocorde) e impostando scenari imprevedibili non solo sul fronte post-apocalittico ma anche su quello sentimentale, in quanto il cuore di June attualmente appartiene (chissà in che proporzioni) sia a Nick sia al marito, formando un triangolo amoroso tutto da scoprire.

I primi due episodi di The Handmaid's Tale saranno disponibili in Italia su Timvision dal 26 aprile, a meno di 24 ore dalla distribuzione originale americana.

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